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Approfondimento

Efficacia riabilitativa della pena e razionalizzazione dei costi ovvero dalle vecchie carceri ad una nuova dimensione penitenziaria.

Il cosiddetto settore “sicurezza” nel nostro Paese ha sempre diviso in due un corpo unico: da una parte le forze di polizia e dall’altra la giustizia.
Da ciò si evince che sino ad oggi si è presunto che se aumento gli arresti, fermo i reati, non tenendo in debito conto ciò che avviene dopo l’arresto di chi ha commesso il fatto.
Alla luce della realtà attuale peraltro tale sistema non risulta aver dato risultati efficaci  e certi. Evidentemente le leggi, molteplici nel tempo e contraddittorie tra loro, ed una loro applicazione disomogenea, non hanno assolto a uno dei compiti fondamentali dello Stato: garantire la sicurezza dei cittadini.
Per restituire fiducia ai cittadini appare fondamentale riorganizzare tale settore con segnali tangibili e inequivocabili.
Tra questi sicuramente l’edilizia giudiziaria primeggia sia per quanto riguarda gli edifici adibiti all’attività giudiziaria, sia per quelli dedicati all’attività penitenziaria e di recupero.
Sappiamo che tra i parametri dell’Unione Europea, quello della giustizia è uno di quelli nel quale difettiamo maggiormente. L’accusa dei ritardi dei giudizi non è però il solo. In questi giorni da più parti è stato sollevato il problema dell’affollamento delle carceri, che si ‘pensa di risolvere attraverso l’operazione “braccialetto”. Operazione, si sa costosa economicamente nell’immediato, ma ancor di più per il futuro, considerando l’effetto “insicurezza” che il cittadino sconterà con questa iniziativa, e di conseguenza svantaggio e perdita di credibilità per lo Stato.
Al riguardo la proposta di affrontare il problema da un’ottica non sull’immediato e contingente, come sino ad ora è stato fatto per la giustizia, ma su un periodo di medio e lungo termine ...  (scarica introduzione completa)